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LARN

Introduzione

LIVELLI DI ASSUNZIONE GIORNALIERI RACCOMANDATI DI ENERGIA E NUTRIENTI PER LA POPOLAZIONE ITALIANA.

REVISIONE 1996

a cura di Società Italiana di Nutrizione Umana
 
 INTRODUZIONE

Criteri e Logiche seguiti nella elaborazione dei Larn 1996

Sono trascorsi circa 10 anni dall’elaborazione dell’ultima revisione dei Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti per la popolazione italiana (LARN, revisione 1986-87) da parte della nostra Società. É questo un tempo sufficiente e giusto per rivedere i valori allora fissati, in quanto cambiamenti e aggiornamenti nelle conoscenze scientifiche di base e nelle tendenze di consumo alimentare nella popolazione attualmente stratificata sono ormai consolidati e perciò destinati a durare e restare validi per un certo periodo di tempo.

La revisione è stata fatta perciò tenendo presenti le nuove acquisizioni scientifiche in campo biologico-nutrizionale e le variazioni nelle situazioni e condizioni alimentari e nutrizionali della popolazione italiana.

Per quanto riguarda queste ultime, sono stati calcolati, a partire dai contenuti determinati sulla dieta globale ricostruita in laboratorio (sulla base dei dati dei consumi alimentari esistenti in Italia), i livelli di assunzione dei vari nutrienti e sono stati tenuti presenti i parametri relativi allo stato di nutrizione ricavati da studi condotti recentemente su gruppi di popolazione.

Per quanto riguarda le prime, é stata rivista la letteratura apparsa in questo ultimo decennio ed in particolare sono stati considerati due importanti documenti elaborati il primo dal Consiglio Nazionale delle Ricerche Americano (National Research Council, 1989) ed il secondo dal Comitato Scientifico per l’Alimentazione della Commissione Europea (Commission of the European Communities, 1993) che hanno rappresentato punti precisi ed aggiornati di riferimento. La filosofia di base dei due documenti è però spesso divergente, essendo le raccomandazioni americane più tese a coprire le necessità nutrizionali di tutta la popolazione sana, ivi compresa la quota in grado di prevenire o almeno di ridurre al minimo il rischio di comparsa di malattie o disturbi legati all’alimentazione, mentre quelle Europee sembrano essere più tese a coprire i fabbisogni reali della popolazione, riducendo così al minimo l’intervallo di sicurezza per la variabilità individuale ed evitando perciò di raccomandare livelli in eccesso rispetto ai bisogni, anche per evitare il ricorso a supplementazioni o a fortificazioni alimentari non strettamente necessari. Infatti le raccomandazioni Europee utilizzano il concetto di tre differenti livelli di raccomandazione sulla base della distribuzione di frequenza dei fabbisogni individuali in una popolazione o in un gruppo di popolazione: quello minimo, al di sotto del quale è praticamente impossibile mantenere l’integrità metabolica per la maggiore parte della popolazione; quello medio, che copre il fabbisogno del 50% degli individui della popolazione e quello cosiddetto di riferimento per la popolazione, corrispondente al fabbisogno medio più due deviazioni standard, in grado cioè di coprire i bisogni della maggior parte della popolazione.

In realtà il presupposto di una distribuzione normale fra gli individui di una popolazione non sembra sia valido per la maggior parte dei nutrienti e sono disponibili i dati in questo senso solo per i fabbisogni in proteine e in ferro di giovani adulti maschi. Naturalmente quanto maggiore sarà la variazione nel fabbisogno individuale del singolo nutriente, tanto più ampio deve essere il margine di sicurezza. Esiste però una notevole discrezionalità, anche sulla base delle abitudini alimentari del Paese in cui vive la popolazione oggetto della raccomandazione. Questo è probabilmente il principale motivo per il quale (più che per discordanze di carattere scientifico o dei fabbisogni fisiologici) esistono talvolta anche larghe variazioni fra le raccomandazioni nutrizionali di differenti paesi.

Se si prendono in esame le raccomandazioni per la popolazione Americana, Tedesca, Francese, Inglese e quelle elaborate dalla Commissione Europea si trovano differenze notevoli nel caso di alcuni vitamine e minerali (vedi tabella 1). Così ad esempio per la vitamina B12 si passa da 1,4 µg/die per la raccomandazione Europea a 3,0 µg/die per quelle tedesche e francesi e per il calcio, dai 700 mg/die per Regno Unito e Unione Europea ai 1200 mg/die per gli USA .
 
Tabella 1 - Livelli raccomandati in diversi Paesi per alcuni nutrienti (per la popolazione adulta maschile)
  UE
Commission of the European
Communities, 1993
Regno Unito
Department of Health, 1991
Francia
CNERNA, 1992
Germania
DGE, 1991
USA
National Research
Council, 198
9
Vit A R.E.(µg) 700 700 1000 1000 1000
Vit E T.E.(mg) ~ 10 (0,4 mg/g PUFA) ~ 10 (0,4 mg/g PUFA) 12 12 12
Vit B1(mg) 1,1 1,0 1,5 1,4 1,5
Vit B2(mg) 1,5 1,4 2,2 1,8 2,0
Folati(µg) 200 200 300 300 200
Vit B12(µ) 1,4 1,5 3,0 3,0 2,0
Vit C(mg) 45 40 80 75 60
Calcio(mg) 700 700 900 1000 1200
Zinco(mg) 9,5 9,5 15 15 15

Si può notare che i livelli raccomandati sono generalmente più elevati negli USA che nei Paesi Europei mentre si osserva una sostanziale parità fra i valori proposti dalla Commissione Europea e quelli del Regno Unito, il che fa pensare ad una prevalenza di opinione di rappresentanti inglesi nel Comitato di esperti europei.

Nella revisione italiana, in considerazione dei difetti insiti nell’assumere una distribuzione normale dei fabbisogni in nutrienti fra gli individui dei vari gruppi di popolazione e perciò della imprecisione nel determinare il valore medio e la deviazione standard per tutti i nutrienti, e in considerazione della difficoltà pratica di inserire tre differenti valori per uno stesso nutriente (valori che fra l’altro esistono solo nel caso degli adulti nelle raccomandazioni Europee) si é preferito utilizzare un solo valore per classe di età, corrispondente a quello più elevato, cosiddetto "valore di riferimento per la popolazione". Tanto più che secondo il concetto espresso dagli esperti FAO/OMS nel 1988 può essere considerato come capace di soddisfare i bisogni reali del singolo individuo il livello di assunzione in grado di garantire adeguate riserve corporee più che quello derivato dal bisogno basale medio (Gassmann & Kübler, 1994 op. cit.).

È comunque necessario chiarire che i valori delle raccomandazioni non rappresentano un limite minimo al di sotto del quale esiste un reale rischio di malnutrizione, nè che necessariamente rappresentano un livello ottimale di assunzione, quanto piuttosto che rappresentano un livello di sicurezza valido per l’intera popolazione o per gruppi di essa e non per individui singoli.

D’altro canto va ricordato che, secondo quanto già riportato nella precedente edizione, i LARN mirano essenzialmente a

  1. proteggere l’intera popolazione dal rischio di carenze nutrizionali;
  2. fornire elementi utili per valutare l’adeguatezza nutrizionale della dieta media della popolazione o di gruppi di essa rispetto ai valori proposti;
  3. pianificare la politica degli approvvigionamenti alimentari nazionali, nonchè l’alimentazione di comunità.
Diverse altre applicazioni delle raccomandazioni sono tuttavia possibili e sono state finora realizzate, quale ad esempio quella della informazione ed educazione alimentare, quella dell’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari e quella della formulazione di supplementi o alimenti dietetici.

Così pure è da chiarire che le quantità raccomandate, anche se si riferiscono a valori per persona per giorno, non debbono essere necessariamente assunte ogni giorno, ma rappresentano una media dei consumi per un certo periodo di tempo.

È infine da sottolineare che le raccomandazione si riferiscono ad individui in buona salute e non possono essere applicate a soggetti con necessità specifiche derivanti da malattie, particolari terapie o diete speciali.

Oltre alle raccomandazioni in energia e in nutrienti sono state affrontate due altre tematiche, che pur non rientrando direttamente nell’area dei livelli raccomandati, hanno certamente uno stretto collegamento con questi e sono di notevole importanza nella nostra alimentazione, vale a dire quella dei livelli tollerabili di etanolo e quella degli standard quantitativi delle porzioni in Italia. Questi ultimi rappresentano un punto di riferimento importante in diversi casi e soprattutto in quello della normalizzazione e quantificazione delle scelte alimentari per comporre una dieta corretta ed adeguata.

BIBLIOGRAFIA

CNERNA (Centre National de Coordination des Etudes et Recherches sur la Nutrition et l’Alimentation) (1992) Apports Nutritionnels Conseillés pour la Population Fran‡ aise. Tec & Doc, Paris.

Commission of the European Communities (1993) Nutrient and energy intakes for the European Community. Reports of the Scientific Committeee for Food (Thirty-first series). Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg.

DGE (Deutsche Gesellschaft f r Ern„ hrung) (1991) Empfehlungen f r die N„ krstoffzufuhr, 5, Ueberarbeitung (158 S.), Umschau Verlag, Frankfurt a. Main.

Gassmann B & Kubler W (1994) Intake recommendations and nurtient requirements. Ern„ hrungs-Umschau, 41, 408-14.

National Research Council (1989) Recommended Dietary Allowances. 10th ed. National Academy of Sciences, Washington D.C.
   

Principali variazioni rispetto alla revisione precedente

ENERGIA
In questa nuova edizione dei LARN non vengono riportati nella tabella finale i livelli raccomandati in energia per classi di età. Ciò in quanto, mentre per i singoli nutrienti esiste un largo margine di sicurezza entro il quale non esiste un reale pericolo per lo stato di nutrizione, nel caso dell'energia, anche piccole deviazioni dai reali fabbisogni dell’individuo possono portare a lungo termine ad un allontanamento significativo dal peso corporeo ottimale con conseguenze importanti sul piano della salute. Data la notevole variabilità dei fabbisogni in energia anche nell’ambito di una singola classe di età sarebbe molto rischioso suggerire come adeguato un singolo valore di fabbisogno energetico. Nel capitolo "Energia e individuo di riferimento", sono indicati degli intervalli di raccomandazioni per gruppi ristretti e ben definiti di popolazione per ciascun anno di vita fino all'età adulta e di qui in poi valori differenti a seconda del peso corporeo e del tipo di attività fisica svolta.
I valori di Indice di Massa Corporea per definire le condizioni di sottopeso, normopeso, sovrappeso e obesità per gli adulti sono stati unificati per uomini e donne, secondo le indicazioni WHO (1995).

CLASSI DI ETÀ
Non vengono riportate raccomandazioni per i primi 6 mesi di vita. Ciò soprattutto nell'intento di favorire e incoraggiare l'allattamento al seno, così come del resto raccomandato da pediatri e organismi internazionali. Esistono d'altra parte per il periodo di vita neonatale specifiche indicazioni e raccomandazioni nutrizionali elaborate da Società pediatriche specializzate (ESPGAN, European Society of Pediatric Gastroenterology and Nutrition) alle quali si rimanda per maggiori informazioni e dettagli.
Fra gli adulti, si è preferito inserire per la donna, un limite di demarcazione della classe di età a 50 anni anziché a 60 anni, in considerazione della condizione fisiologica che si instaura intorno a questa età (menopausa) e che comporta specifiche esigenze in alcuni nutrienti.

LIPIDI
Vengono per la prima volta inseriti i livelli raccomandati in acidi grassi essenziali per classi di età, distinti in polinsaturi della serie w6 ed w3 espressi sia come percentuale dell'energia totale introdotta con la dieta che in g/die.

VITAMINE
Le principali variazioni riguardano le raccomandazioni in vitamina E, vitamina D e vitamina C.

Vitamina E
Non vengono riportati livelli raccomandati per classi di età in quanto il fabbisogno può essere calcolato più precisamente conoscendo la quantità di acidi grassi polinsaturi (PUFA) nella dieta ingerita. La quantità di vitamina E da assumere in mg di tocoferolo-equivalenti (T.E.) viene calcolata a partire dalla formula: mg T.E. = 0,4 x g PUFA.

Vitamina D
In considerazione della possibilità di sintesi endogena per esposizione alla luce solare, nella maggior parte delle classi di età vengono indicati, anziché valori assoluti, intervalli di raccomandazioni (da 0 a 10-15 µg/giorno).

Vitamina C
Si é elevato il livello giornaliero raccomandato nell’adulto da 45 a 60 mg in considerazione della opportunità di garantire in adeguato margine di sicurezza, per lo svolgimento dei riconosciuti ruoli protettivi di questa vitamina ed inoltre in considerazione della facilità di copertura con la dieta italiana e della mancanza di rischi di tossicità a tale livello di raccomandazione.

MINERALI
Le novità più importanti rispetto ai precedenti LARN riguardano il calcio, il magnesio, il rame, il selenio e il potassio.

Calcio
È stata aumentata la raccomandazione relativa al gruppo di età 18-29 anni (1000 mg/die invece di 800 mg/die), in considerazione dell’ormai riconosciuto prolungamento del processo di mineralizzazione delle ossa fino a questo periodo di vita (picco di massa ossea).
Inoltre, in considerazione dell'elevata incidenza di osteoporosi nella donna in età post-menopausale, si è elevato il livello di raccomandazione a 1200-1500 mg/die per soggetti che non effettuano terapie con estrogeni. Per donne che invece effettuano tali terapie è sufficiente un livello giornaliero più basso e pari a quello degli uomini.

Magnesio
Data la distribuzione ubiquitaria del magnesio negli alimenti sia di origine vegetale che animale che rendono praticamente inesistenti casi di deficienza e la mancanza di studi per stabilire reali e precisi fabbisogni si è preferito adottare, in accordo con la proposta della Commission of the European Communities (1993) un intervallo di sicurezza e adeguatezza, eliminando la raccomandazione specifica dalla tabella finale.

Selenio, rame, potassio
Sono stati acquisiti sufficienti informazioni e dati per poter calcolare con un buon margine di sicurezza i livelli raccomandati di questi tre nutrienti che pertanto sono stati inseriti per la prima volta nella tabella finale. Ciò anche in considerazione della importanza di un adeguato apporto di selenio e di rame nella regolazione dei sistemi di difesa antiossidativa dell'organismo e dell'importanza del potassio, soprattutto nel contrastare i possibili effetti ipertensivi del sodio.

Intervallo di Sicurezza e Adeguatezza
Quando i dati non sono sufficienti per stabilire un livello preciso di raccomandazione, si indica un intervallo entro il quale si é pressoché sicuri di coprire i fabbisogni senza difetti o eccessi dannosi (intervallo di sicurezza e adeguatezza nutrizionale). È stata pertanto inserita una tabella riassuntiva di questi intervalli per i nutrienti per i quali esisteva la situazione indicata.

BIBLIOGRAFIA

Commission of the European Communities (1993) Nutrient and energy intakes for the European Community. Reports of the Scientific Committeee for Food (Thirty-first series). Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg.

WHO (1995) WHO report on physical status. The use and interpretation of anthropometry. WHO Technical Report Series n. 854, WHO, Geneva.
 

Gruppi di Lavoro
Alla stesura dei LARN 1996 hanno collaborato diversi gruppi di lavoro aperti costituiti da soci e non soci SINU (soprattutto soci dell’Associazione Dietetica Italiana e della Società Italiana di Pediatria), esperti nelle diverse aree di competenza.

COORDINATORI DEI GRUPPI DI LAVORO

  • Energia - A Ferro-Luzzi (Roma)
  • Proteine e aminoacidi - MA Spadoni (Roma)
  • Lipidi - E Turchetto (Bologna)
  • Carboidrati e fibra alimentare - F Brighenti (Milano)
  • Vitamine Liposolubili - B Cestaro (Milano)
  • Vitamine Idrosolubili - M Marchetti (Bologna)
  • Minerali - D Comi (Milano)
  • Acqua - C Cannella (Roma)
  • Etanolo - R Naccarato (Padova)
  • Standard Quantitativi delle Porzioni - G Turconi (Pavia)
REVISIONE SCIENTIFICA DEL TESTO
G Tomassi, C Leclercq e M Ticca.

SEGRETERIA GENERALE
A Mariani-Costantini, G Rotilio, G Tomassi.

MEMBRI DEI GRUPPI DI LAVORO
R Acquistucci (Roma), C Agostoni (Milano), A Albertini (Pavia), L Arrigo (Genova), V Barzanti (Bologna), N Battistini (Modena), L Beccaria (Milano), R Bellù (Milano), PL Biagi (Bologna), A Bordoni (Bologna), I Bosi (Bologna), M Brugnani (Novara), F Branca (Roma), G Caldarone (Roma), C Cannella (Roma), AM Carcassi (Cagliari), M Carcea (Roma), E Carnovale (Roma), M Ceccanti (Roma), G Cervato (Milano), B Cestaro (Milano), G Chiumello (Milano), S Ciappellano (Milano), A Clementi (Roma), E Del Toma (Roma); R Di Toro (Napoli), A D'Alessandro (L'Aquila), A D’Amicis (Roma), V Del Balzo (Roma), G Faldella (Bologna), E Ferrante (Roma), S Gaetani (Roma), E Gatti (Milano), P Gatti (Milano), A Ghiselli (Roma), M Giampietro /Roma), M Giovannini (Milano), A Griziotti (Pavia), GF Guarnieri (Trieste), E Koch-Weser (Roma), B Lancia (Roma), C Leclercq (Roma), G Lerker (Bologna), G Lombardi Boccia (Roma), G Maiani (Roma), C Maffeis (Verona), M Maranesi (Bologna), E Mengheri (Roma),  E Orban (Roma), F Orlandi (Ancona), G Palla (Roma), G Pastore (Roma), L Pinelli (Verona), L Pizzoferrato (Roma), A Polito (Roma), E Quattrucci (Roma), A Raimondi (Trieste), E Riva (Milano), A Rivellese (Napoli), A Rottoli (Milano), GB Quaglia (Roma), M Salvagnini (Vicenza), GP Salvioli (Bologna), P Santaroni (Roma), S Scaglioni (Milano), L Scalfi (Napoli), U Scognamiglio (Roma), O Sculati (Palazzolo sull’Oglio), S Seri (L'Aquila), S Sette (Roma), P Simonetti (Milano), G Tarozzi (Bologna), A Tagliabue (Pavia), A Turrini (Roma), V Vigi (Ferrara), G Zoppi (Verona).

A tutti va il più sentito ringraziamento per l’impegno e la collaborazione prestati in questa opera di revisione delle raccomandazioni nutrizionali, che certamente rappresenterà un punto di riferimento attuale e corretto per tutti coloro che si interessano ai problemi dell’alimentazione e della nutrizione in Italia. Un ringraziamento particolare, per l’opera di sostegno e di collaborazione, all’Istituto Nazionale della Nutrizione.

Gianni Tomassi

Presidente SINU. 1993 - 96