SINU: Società Italiana di Nutrizione Umana
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La Societ├á Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ├Ę una Societ├á scientifica senza scopo di lucro
che riunisce gli studiosi e gli esperti di tutti gli ambiti legati al mondo della nutrizione. La SINU aderisce alla FeSIN

martedì 24 marzo 2015

Organizzazione Mondiale della Sanità: nuove linee guida sull’assunzione di zuccheri, valide per adulti e bambini!

Ridurre, sia negli adulti che nei bambini, l’assunzione giornaliera di zuccheri al di sotto del 10% dell’intake energetico totale. Ma non solo: una riduzione al di sotto del 5% dell’energia potrebbe determinare ulteriori effetti positivi per la salute. Sono queste le raccomandazioni che derivano dalle nuove linee guida stilate e appena pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Quali sono gli zuccheri “coinvolti”? La raccomandazione non riguarda gli zuccheri presenti nella frutta fresca e nei vegetali o, ancora, quelli naturalmente presenti nel latte, poiché non vi sono evidenze di effetti avversi legati alla loro assunzione. Si parla quindi solo di monosaccaridi (glucosio e fruttosio) e disaccaridi (saccarosio), aggiunti ad alimenti e bevande, e di zuccheri naturalmente presenti in miele, sciroppi, succhi di frutta e concentrati di succhi di frutta. 

Quella del 10% è una raccomandazione “strong”: evidenze scientifiche mostrano che gli adulti che assumono quantità inferiori di zuccheri hanno un peso corporeo inferiore e che aumentare la quantità di zucchero assunto con la dieta si associa ad incremento ponderale. Lo stesso vale per i bambini, ed in particolar modo per quel che riguarda l’elevata assunzione di bevande zuccherate e il rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità. Sono diverse, inoltre, le evidenze riguardanti l’intake di zuccheri al di sopra del 10% dell’energia e lo sviluppo di carie dentali.  Pochi studi epidemiologici sono stati invece realizzati su popolazioni che assumono una ridotta quantità di zuccheri. Ciò non permette all’OMS di definire una raccomandazione “strong” per livelli di assunzione al di sotto del 5% dell’energia.

Sia a livello mondiale che Europeo, l’assunzione di questi zuccheri è differente in base ad età, Paese e posizione. Per quanto riguarda l’Europa, negli adulti l’assunzione varia tra il 7-8% dell’energia in paesi come l'Ungheria e la Norvegia, al 16-17% in paesi come la Spagna e il Regno Unito. Ben più alta è l’assunzione osservata nei bambini: dal 12% dell’energia in Danimarca, Slovenia e Svezia a quasi il 25% in Portogallo. Per quel che riguarda l’Italia, dei risultati recentemente pubblicati dal gruppo IDEFICS hanno mostrato che, in una popolazione di quasi 2000 bambini con età media di circa 6 anni, la percentuale di energia derivante dagli zuccheri, sia aggiunti che naturalmente presenti negli alimenti, raggiunge ben il 21% dell’energia.  

In un “environment” ancora caratterizzato da livelli elevati di assunzione di zuccheri, non bisogna dimenticare che queste linee guida fanno parte dell’impegno dell’OMS per raggiungere gli obiettivi definiti all’interno del “Global Action Plan for NCDs 2013-2020”, per fermare la diffusione di diabete e obesità e ridurre del 25% il “peso” legato a nascite premature dovute a NCD, entro il 2025. Inoltre, queste linee guida contribuiscono al lavoro della “WHO’s Commission on Ending Childhood Obesity”, volto ad aumentare la consapevolezza e le azioni per “affrontare” il problema dell’obesità in età pediatrica. 

Attenzione quindi a quello che è lo zucchero “nascosto” in alimenti trasformati, molto spesso non considerati “dolci”. Ad esempio, 1 cucchiaio di ketchup contiene circa 4 grammi (circa 1 cucchiaino) di zuccheri mentre una sola lattina di soda zuccherata contiene fino a 40 grammi (circa 10 cucchiaini) di zuccheri. Ed è proprio alle bevande zuccherate e ad ai succhi di frutta che bisogna prestare attenzione. Molto spesso presenti nell’alimentazione dei bambini, sia negli spuntini che come fuori-pasto, queste bevande possono rappresentare un importante contribuente nel raggiungimento della soglia, fornendo zuccheri ed energia “nascosti” senza al contempo “saziare” il bambino.  
A tal proposito, un recente studio pubblicato su Pediatrics ha mostrato che la prevalenza di obesità a 6 anni, tra i bambini che assumevano bevande zuccherate durante l’infanzia, era quasi il doppio di quella di chi non le consumava (17% vs 8.6%). L’assunzione di bevande zuccherate durante la primissima infanzia, non cosi poco frequente, potrebbe quindi rappresentare un forte fattore di rischio per l’obesità in età scolare.  



World Health Organization. Sugars intake for adult and children – Guideline,2015. 

Svensson A, Larsson C, Eiben G et al. IDEFICS consortium. European children's sugar intake on weekdays versus weekends: the IDEFICS study. Eur J Clin Nutr. 2014;68:822-8.

Pan L, Li R, Park S, Galuska DA, Sherry B, Freedman DS. A longitudinal analysis of sugar-sweetened beverage intake in infancy and obesity at 6 years. Pediatrics. 2014;134 Suppl 1:S29-35.

Progetto editoriale a cura di SICS Editore